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Le aree di ricerca

Le forme della comunicazione: generi e tipi testuali, traduzione e adattamento interculturale

In una società basata sulla conoscenza, e caratterizzata da una rapida proliferazione del contatto fra culture, la disseminazione del sapere assume un ruolo chiave per la crescita culturale dei cittadini e per lo sviluppo socio-economico. Lo studio delle forme della comunicazione fa riferimento ai diversi generi della diffusione e dell’adattamento, con particolare attenzione al contesto globale della comunicazione istituzionale e di impresa (anche via web), alla traduzione (intralinguistica, interlinguistica ed intersemiotica), al rapporto testo-immagine (nei prodotti editoriali e audiovisivi), ma anche alla funzione del testo letterario, teatrale e cinematografico, nonché alla produzione destinata all'infanzia. Il tema è affrontato – nel quadro di studi su storia e varietà delle lingue - attraverso una indagine plurilingue, che coinvolge alcune delle principali lingue europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e si articola in tre nuclei tematici: a) i generi della comunicazione accademica, professionale, istituzionale  b) la multimedialità e la comunicazione web c) la comunicazione letteraria, teatrale e cinematografica. I generi testuali e gli aspetti translinguistici della comunicazione asimmetrica esperto-non esperto vengono affrontati in relazione alla diffusione di conoscenze relative a questioni critiche, investite da profondi processi di internazionalizzazione, come il patrimonio storico-culturale e le questioni di cambiamento climatico, sostenibilità, cittadinanza europea o responsabilità sociale. Particolare attenzione è prestata alle problematiche legate a norme e diritti (accessibilità e trasparenza delle informazioni e delle fonti, etc.) specialmente dal punto di vista eurocomunitario e dello spazio plurilingue europeo.

Forme culturali e istituzioni nell'Europa moderna e contemporanea
I filoni di ricerca sono due, strettamente intrecciati: 1) Continuità e discontinuità nella storia europea, in particolare nel passaggio dalla modernità alla contemporaneità; 2) Rapporti fra le istituzioni politiche e civili e le forme ed espressioni della cultura. È considerata anche l’Europa orientale. Presupposto è che la ricerca storica sia indispensabile per comprendere il presente ed elaborare strumenti efficaci di intervento. Essa viene infatti intesa non settorialmente, ma come studio delle interazioni fra le forme della società e della cultura nella longue durée. Ricerche specialistiche e circoscritte (ad es. su aspetti specifici della storia politica, giuridica, ecc. o dibattiti filosofici) non sono affatto escluse, ma finalizzate a far emergere sedimentazioni di lungo periodo, eredità profonde, movimenti di idee, ideologie e stili culturali (artistici, letterari ecc.), contaminazioni, svolte, ridefinizioni delle identità e delle differenze. Rientra in questo quadro anche l’analisi dei rapporti fra le Chiese e gli Stati sovrani, fra l’Europa e l’Islam, fra l’Europa e gli Stati Uniti, e la valutazione dell’impatto culturale di fenomeni come l’industrializzazione, lo sviluppo della tecnica e la diffusione della cultura scientifica.

Pluralismo, mediazione e integrazione
Il filone di studi affronta anzitutto il multiculturalismo e i problemi che pone in termini di pluralismo di valori/conoscenze, universalismo oppure relativismo delle norme di razionalità analizzando in specifico come vengono affrontati i problemi del disaccordo tra i partecipanti alle dispute etiche, estetiche ed epistemiche, della possibilità di ritrattare un punto di vista alla luce di una negoziazione, del trattamento delle forme “intuitive” di “progresso” etico ed epistemico. L’integrazione delle società multiculturali è inoltre studiata mediante la comparazione sociale e giuridica, con particolare riferimento ai temi dell’immigrazione, al pluralismo religioso e culturale, analizzando i diritti di cui godono le minoranze, nonché la loro mancata tutela e la discriminazione sociale e l’offesa alla  dignità umana che ne conseguono. Si analizzano infine le dinamiche della comunicazione e della mediazione nelle interazioni istituzionali, monolingui e bilingui, e la corrispondente formazione di identità negli incontri interculturali (considerando anche le differenze di età, genere e orientamento sessuale), che possono produrre risultati etnocentrici, oppure dialogici e cosmopoliti, e che quindi possono promuovere condizioni di separatezza, di omologazione, oppure di ibridazione nelle società nazionali e nel mondo globale.


ultimo aggiornamento 17 dicembre 2012